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Cantagallo e Castiglione, amicizia e patto solidarietà

Con il sindaco e l’assessore Grazzini c’erano anche gli alunni della Primaria. Un cippo adesso ricorda la bella storia di accoglienza del ‘44

Gli amministratori di Cantagallo e Castiglione e i bambini delle primarie

Cantagallo e Castiglione dei Pepoli ancora uniti nel ricordo della bellissima storia di solidarietà e accoglienza che risale ai giorni tragici dell’autunno 1944. Erano i primi di settembre e i nazisti cacciarono dalle loro case gli abitanti di Cantagallo che si trovava in posizione strategica, proprio sotto la Linea Gotica. Centosessantacinque persone – donne (di cui una incinta), vecchi e bambini – subirono una sorta di deportazione e furono spinti a Castiglione dei Pepoli, dove giunsero stremati. Le case della gente che abitava in località Creda si aprirono e tutti trovarono accoglienza.

A ricordo dell’episodio, rinsaldando il legame di amicizia che unisce le due comunità, il Comune di Cantagallo e quello di Castiglione dei Pepoli, con le rispettive sezioni ANPI, proprio a Creda, hanno voluto inaugurare un cippo con una targa che una frase scritta dagli alunni della primaria di Carmignanello: “Anche se l’anima era piena di dolore, il cuore non ha esitato ad aprirsi all’accoglienza”.

Con Nello Santini, prezioso testimone della vicenda, c’erano il sindaco di Cantagallo Guglielmo Bongiorno e l’assessore Maila Grazzini, il sindaco Maurizio Fabbri con l’assessore alla Cultura Davide Mazzoni per Castiglione. L’Anpi di Cantagallo era rappresentata da Mauro Bolognesi, quella di Castiglione da Luca Stanghellino. Per la Fondazione CDSE, che grazie alla testimonianza di Nello Santini ha ricostruito tutti i particolari dell’episodio, c’erano la presidente Annalisa Marchi e la direttrice Alessia Cecconi.

Grandi protagonisti gli alunni della scuola primaria di Carmignanello con le classi IV e V e quelli della primaria di Lagaro. “Stamani abbiamo ricordato come un evento così tragico sia riuscito a unire le due comunità e abbia posto le basi per il patto d’amicizia stipulato due anni fa, oggi ancora più forte per il coinvolgimento delle scuole in nome dell’accoglienza”, sottolinea il sindaco Bongiorno.

Emozionante ancora oggi, a 75 anni di distanza, la memoria di Nello Santini. “Quando arrivammo a Castiglione eravamo una turba di profughi: i giovani con sulle spalle il vecchio genitore, le donne sfinite con sulle spalle i bimbi più piccoli e i più grandicelli attaccati alle gonne. Io avevo dieci anni”, ha raccontato.

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