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Giorno della Memoria, l’invito di Comuni, CDSE E Anpi

“Combattere l’indifferenza, necessario ripartire da una corretta informazione storica”. On line per tutti letture e testimonianze

Data:

24-01-2022

1935. Donne ebree a L'isola (La Briglia, Vaiano) Da sin. Pia, Adriana, Fortunata e Vittoria Castelli.jpeg
1935. Donne ebree a L'isola (La Briglia, Vaiano) Da sin. Pia, Adriana, Fortunata e Vittoria Castelli.jpeg

Il pericolo più grande oggi come in passato è l’indifferenza nei confronti delle discriminazioni. Per questo i Comuni di Vaiano, Vernio e Cantagallo e Anpi, con il contributo decisivo della Fondazione CDSE in occasione del Giorno della Memoria 2022 propongono un indice ben articolato di letture on line, documentari e audiovisivi che a livello locale, toscano, nazionale e internazionale consentono di recuperare la verità del dramma della Shoah. “L’indifferenza è il male più grande da combattere oggi come in passato - sottolineano insieme tutte le istituzioni della Val di Bisenzio - è necessario per questo ripartire da una corretta informazione storica che fronteggi anche il grande rischio dell’oblio della memoria, specialmente adesso che il numero dei testimoni, per evidenti motivi anagrafici, si sta assottigliando”.

È dunque un grande affresco storico, composto da tanti racconti e testimonianze, quello che viene proposto dalle studiose della Fondazione CDSE. È facilmente scaricabile e consultabile dai siti dei tre Comuni della Val di Bisenzio e da quello del CDSE e apre le porte anche a documenti del Museo e Centro di documentazione e Resistenza di Prato e al portale Toscana Novecento promosso dalla rete degli Istituti per la Resistenza e l’età contemporanea, oltre che a numerosi documentari e audiovisivi on line.

Partendo proprio dalla Vallata c’è la testimonianza di Luana Cecchi che - con i suoi ricordi di bambina - ci riporta all’impatto delle leggi razziali nel Villaggio Fabbrica della Briglia. Annalisa Marchi punta la sua ricerca sulla diaspora della famiglia Forti: c’è chi riesce a raggiungere i campi profughi della Svizzera, altri fuggono in America. Tutti sono costretti a svendere beni e attività economiche, come Mario Forti, erede e gestore della Forti Giulio & Figlio: il villaggio fabbrica viene ceduto sottoprezzo il 12 settembre 1939.

Alessia Cecconi ricostruisce le vicende tormentate delle diciotto casse contenenti i preziosi arredi sacri e documenti antichi della Sinagoga di Firenze: sette furono nascoste, prima della confisca, a Prato presso la Villa del Palco, proprietà dei Forti, le altre a Fiesole. Agguantate dalla banda Carità vennero trascinate in varie località del Nord Italia come “dote” dei saccheggi fiorentini e messe in salvo dai partigiani vicentini. Solo nell’estate 1949 le casse furono restituite «apparentemente tutte» alla Comunità ebraica di Firenze.

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Ultimo aggiornamento

24-01-2022 15:01

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